SEO update-settembre 2019

Cosa è successo nel mese di settembre’19 nel mondo della search

Il mese settembre è stato fitto di aggiornamenti algoritmici e di qualche novità minore, sopratutto legata a chiarimenti e discussioni sul modo in cui Google considera la rilevanza di alcuni attributi di pagina. Vediamo assieme le principali novità del mese

Tutti gli aggiornamenti dell’algoritmo

Le maggiori fluttuazioni nella SERP sono state prossime ai tre momenti in cui l’algoritmo di ricerca ha subito gli scossoni principali. Di seguito i dettagli dei tre annunci fatti da Google nel mese di settembre

Original reporting

Il 12 settembre con un interessante intervento sul blog ufficiale di GoogleRichard Gingras introduce le nuove norme per favorire i contenuti di rilievo e originali. Tra l’altro il vice presidente di News ci ricorda che Google ha oltre 10.000 “raters” al lavoro per affiancare e validare il lavoro algoritmico di valutazione dei contenuti web. Nella famosa guida che i raters debbono seguire sono state introdotte delle significative modifiche per supportare la creazione di notizie originali. Citando Gingras è stato chiesto di valutare come “very high quality” le news originali che

provides information that would not otherwise have been known had the article not revealed it. Original, in-depth, and investigative reporting requires a high degree of skill, time, and effort

e di valutare la reputazione dell’editore nel suo complesso. Qui la sezione 2.6.1 aggiornata

Many other kinds of websites have reputations as well. For example, you might find that a newspaper (with an associated website) has won journalistic awards. Prestigious awards, such as the Pulitzer Prize award, or a history of high quality original reporting are strong evidence of positive reputation.

Gingras conclude dicendo che, dando visibilità al giornalismo di qualità, dallo sport alle inchieste

is all about helping people stay informed about the news that matters to them.

In ogni caso Sullivan sottolinea come questo filone evolutivo non sia parte degli ultimi core update rilasciati e che per ora non ci sia un time frame per il rilascio worldwide

“Starmageddon”

Con un post del 16 settembre sul blog “Webmaster Central” Google illustra le nuove linee guida per l’uso delle review e dei marcatori schema collegati. che già la comunità ha ribattezzato “starmageddon”.


Tre i punti salienti dell’aggiornamento

  • Verranno accettati schema solo per alcuni oggetti
  • Non verranno più mostrati snippet relativi ad entità come LocalBusiness e Organization
  • Da oggi sarà richiesto il nome dell’oggetto revisionato

Questa la lista delle entità che manterranno le review

Principale obiettivo dell’attività sembra essere la lotta contro l’abuso delle review nel tentativo di scalare la SERP e l’uso di metodi impropri per l’attribuzione di review “self-serving” ovvero le recensioni che

  • sono autoreferenziali
  • sono pubblicate automaticamente grazie a strumenti di 3° parti

Già pochi giorni dopo l’aggiornamento e l’annuncio si vedono i primi risultati rispetto alla presenza in SERP di risultati con review

Fonte: RankRanger

September ’19 core update

Come avviene già da qualche mese Google attraverso il profilo @searchliaison annuncia i core update qualche giorno/ora prima. Il 24 settembre viene annunciato il rilascio del molto prosaico “September 2019 Core Update” senza dare nessuna indicazione sugli effetti e su eventuali target se non la raccomandazione di seguire le consuete linee guida

Dopo qualche ora, con un secondo tweet viene annuncuato l’effettivo rilascio

Ancora non sappiamo quali siano gli obiettivi ufficiali ma una ricognizione effettuata da seroundtable sembra mostrare che già il 26 settembre il 48% dei circa 500 rispondenti abbia subito un’oscillazione imputabile al’aggiornamento contro il 39% (su circa 650) del giorno prima. Mentre per ora sembra che una buona parte dei portali che hanno subito un calo siano vicini all’ambito health.

I recenti cambiamenti legati all’attributo Nofollow

In un lungo articolo chiarificatore Google illustra come stà cambiando l’attributo Nofollow e perché. Le principali novità sono due:

  • una maggiore granularità nella gestione dei Nofollow con la possibilità (non obbligatoria) di indicare se un contenuto da “non seguire” e un UGC (contenuto generato in autonomia dagli utenti) o uno sponsored
  • Il fatto che i Nofollow diverranno hint per la rankizzazione.

Qui di seguito un perfetto riassunto in grafica realizzato da Moz

Fonte ed elaborazione Moz

Quindi ad oggi potranno essere usati solo per la rankizzazione ma dal 1° marzo 2020 anche per crowling e indicizzazione

Alcune note:

  • Google non considera l’uso dei nuovi tag obbligatorio
  • Non ci si aspetta conseguenza immediate circa l’indicizzazione
  • A quanto pare, almeno secondo Joost da Valk (di Yoast) le novità dovrebbero approdare di default anche sulla prossima release di WordPress (almeno nell’area di commento)

Penalizzazione per subfolder e subdomains leasing

Non sempre Google sceglie di penalizzare i comportamenti obiettivamente scorretti, volti ad aumentare in maniera illegittima il traffico generato dai siti web. In alcuni caso gli aggiustamenti dei criteri di valutazione servono per creare delle best practice e possono penalizzare anche formule di ingaggio diffuse e apparentemente innocue come l’affitto di sezioni o sottodomini. La pratica sta diventando molto diffusa sopratutto in relazione alla creazione di pagine si raccolta coupon come questa https://buonpertutti.corriere.it/

Già da giugno Google indica la pratica, relativa alle sezioni, poco apprezzata

e sono di agosto alcuni tweet che sembra includere anche i sottodomini. Viene esplicitato che non si tratta di comportamenti contro le linee guida

ma viene ricordato come è preferibile che i contenuti ospitati siano sempre di produzione propria e che riflettano informazioni relative al proprio brand

A metà settembre arrivano le prime conferme, come questa di Glenn Gabe

che la penalizzazione sui sottodomini (in questo caso della CNN) sia reale e abbia già iniziato a produrre risultati

Questioni minori e piccoli chiarimenti

Problemi con gli m-sites

Il team “webmaster” di Google chiarisce in un video i probabili problemi che, in era mobile firts indexing, potrebbero avere i siti non responsive ma con MDOT. In questo momento il team “webmaster” e quello “MFI” concordano che non sempre è possibile comprendere se indirizzare al sito desktop o al mobile dalla SERP e che il fatto che nella SERP desktop venga mostrato il sito MDOT potrebbe portare a delle situazioni instabili (sopratutto se i sistemi di redirect non sono ottimizzati). Meglio passare alle versioni responsive al più presto

Qui il video del passaggio centrale

La scelta di Google per le url da mostrare in SERP

Quali sono i parametri in base ai quali Google determina l’esatta Url di un articolo per la SERP? Muller torna su un vecchio tema già dibattuto e rimarca di nuovo che uno dei fattori principali della SEO resta la consistenza. Google spesso si trova a dover decidere quale sia il reale indirizzo di un contenuto vista la mancanza di omogeneità delle informazioni. In questi casi ecco la scaletta, per priorità, con qui valuta la questione:

  • Link rep canonical annotations
  • Redirects
  • Internal linking
  • URL in the sitemap file
  • HTTPS preference
  • Nicer looking URLs

Nel caso mostri una url diversa dalle aspettative sembra che la questione non sia comunque pregiudizievole ma solo un problema di rappresentazione e di “percepito” da parte degli utenti.

Qui il video in cui John Muller affronta la questione

Al prossimo mese 😀

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